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Sono dette "a compressione" le celle di carico previste per la misura di forze tendenti a comprimere la cella nella direzione del suo asse, cioè spingendola contro il piano di appoggio.

Questa configurazione è una delle più frequenti e trova applicazione (es.) dovunque ci sia un corpo da pesare (appoggiato su supporti sensibilizzati), ovvero una spinta, una reazione da rilevare, ecc.

Normalmente la superficie di appoggio della cella dovrà essere piana, liscia e perpendicolare alla direzione della forza applicata, in quanto, se così non fosse, si genererebbero componenti parallele alla base della cella, che la solleciterebbero in modo anomalo (es. a flessione, a taglio, o a torsione), danneggiandola o riducendone la precisione e la durata nel tempo.

Le celle a compressione più classiche sono di forma cilindrica, ma esistono modelli a forma di parallelepipedo (modelli cosidetti ad "S"), o altro, in genere a seconda del tipo costruttivo (a compressione pura o a taglio).

Le celle cilindriche con altezza più ridotta rispetto al diametro vengono chiamate anche "piatte" o "a bottone", a seconda dei modelli.

I campi di misura delle celle a compressione variano da pochi grammi (g) a oltre 2.000 tonnellate (t) di fondo scala (f.s.), nei vari modelli.

CELLE DI CARICO A COMPRESSIONE TOROIDALI (AD ANELLO)

Un tipo del tutto particolare di celle a compressione sono quelle forate (tipicamente a forma di anello cilindrico).
Sono chiamate "ad anello", "toroidali", "a rondella", a "guarnizione", ecc. a seconda del modello o del tipo di applicazione.

Queste celle servono a rilevare la forza esercitata assialmente da organi passanti (es. alberi fermi o ruotanti, tiranti, elementi di macchine, ecc.) che non possono essere interrotti per inserire tra le due parti una normale cella a compressione o a trazione (non forata).
La forza viene applicata dall'organo passante sulla cella ad anello mediante un opportuna corona, riscontro, o simili, da realizzare su di esso.

L'organo passante che esercita la forza può anche essere ruotante (es. albero): in tal caso tra il riscontro (ruotante) che esercita la spinta e la superficie (ferma) dalla cella ad anello dovrà essere interposto un opportuno cuscinetto reggispinta e si dovrà accuratamente evitare ogni strisciamento tra l'albero ruotante e la superficie interna della cella, come pure ogni sollecitazione sulla cella che non sia di pura compressione, uniformemente distribuita sulla superficie di applicazione del carico.

I campi di misura delle celle ad anello variano da c.a. 20 kg a oltre 2.000 tonnellate (t) di fondo scala (f.s.), nei vari modelli.
Il diametro del foro (da pochi mm in su) dipende dalla portata e dal modello: i modelli con fori di diametro maggiore sono in genere quelli con portata più elevata, ma non viceversa.
I maggiori diametri normalmente disponibili (di serie) sono dell'ordine dei 150 mm, per celle da 10 t di portata (f.s.) in su: sono peraltro possibili esecuzioni speciali con fori di diametro molto superiore, indicativamente fino a qualche decina di centimetri (a seconda della portata).

Consultare i nss. tecnici per ogni ulteriore informazione.
 

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Ultimo aggiornamento: 17/3/2014